Qual è, nella Legge, il più grande comandamento? Lo sapevano tutti in Israele qual era: il terzo, quello che prescrive di santificare il Sabato, perché anche Dio lo aveva osservato. La risposta di Gesù, come al solito, spiazza e va oltre: non cita nessuna delle dieci parole, ma colloca al cuore del Vangelo la stessa cosa che sta nel cuore della vita: tu amerai. Un verbo al futuro, come per un viaggio mai finito… che è desiderio, attesa, profezia di felicità per ognuno.
Il percorso della fede inizia con un «sei amato» e si conclude con un «amerai». In mezzo germoglia la nostra risposta al corteggiamento di Dio.
Amerai Dio con tutto il tuo cuore e il prossimo tuo come te stesso. Gesù non aggiunge nulla di nuovo: la prima e la seconda parola sono già scritte nel Libro. La novità sta nel fatto che le due parole fanno insieme una sola parola, la prima. L’averle separate è l’origine dei nostri mali, dei fondamentalismi, di tutte le arroganze, del triste individualismo.
Ma amare che cosa? Amare l’Amore stesso. Se amo Dio, amo ciò che lui è: vita, compassione, perdono, bellezza; ogni briciola di pane buono, un atto di coraggio, un abbraccio rassicurante, un’intuizione illuminante, un angolo di armonia. Amerò ciò che Lui più ama: l’uomo, di cui è orgoglioso.
Ma amare come? Mettendosi in gioco interamente. Lasciando risuonare e agire la forza di quell’aggettivo «tutto», ribadito quattro volte. Il tutto di cuore, mente, anima, forza. Noi pensiamo che la santità consista nella moderazione delle passioni. Ma dov’è mai questa moderazione nella Bibbia? L’unica misura dell’amore è amare senza misura.
Amerai con tutto, con tutto, con tutto… Fare così è già guarigione dell’uomo, ritrovare l’unità, la convergenza di tutte le facoltà, la nostra pienezza felice: «Ascolta, Israele. Questi sono i comandi del Signore… perché tu sia felice» (Deuteronomio 6,1-3). Non c’è altra risposta al desiderio profondo di felicità dell’uomo, nessun’altra risposta al male del mondo che questa soltanto: amerai Dio e il prossimo.
padre Ermes Ronchi
Vita della Communità
- Domenica 3 novembre sul sagrato della chiesa saranno presenti i volontari dell’Associazione “Gesù confido in te” di Barbariga di Vigonza (PD) che sostiene giovani in situazioni di disagio.
- Domenica 3 novembre alle ore 15.00 recita comunitaria del s. Rosario in chiesa.
- 4 novembre Ricordiamo e onoriamo i nostri caduti in guerra Alle ore 8.30 presso il Monumento ai Caduti: Alzabandiera, deposizione corona, benedizione Monumento ai Caduti ed intervento delle Autorità. La Cittadinanza è invitata a partecipare.
- Mercoledì 6 novembre sesto incontro del Corso di preparazione al matrimonio alle ore 20.45 in Centro parrocchiale a Borgoricco.
- Giovedì 7 novembre la s. Messa è alle ore 15.30. Segue l’Adorazione Eucaristica fino alle 16.30.
- Venerdì 8 novembre in mattinata viene portata la s. Comunione alle persone malate e inferme.
- Sabato 9 novembre confessioni o colloquio dalle ore 17.00 alle 18.00 in chiesa.
- Domenica 10 novembre alla s. Messa delle ore 10.00 i bambini del Gruppo Nazareth (2^ primaria) celebreranno l’inizio del Primo discepolato con la consegna del libro dei Vangeli.
Prossimi incontri dei Gruppi di Catechesi
Sabato 9 novembre
- dalle 14.30 alle 16.00 Gruppo Nazareth (2^ primaria)
- dalle 14.30 alle 16.00 Gruppo Cafarnao (3^ primaria)
- dalle 14.30 alle 16.00 Gruppo Gerusalemme (4^ primaria)
- dalle 14.30 alle 16.00 Gruppo Emmaus (5^ primaria)
GIOVANNI VEDOVATO (1926-2024)
Missionario comboniano
Giovanni nacque a Borgoricco, in provincia di Padova, il 23 novembre 1926. Nell’ottobre del 1938, entrò nella Scuola Apostolica dei comboniani di Padova; per proseguire poi nel noviziato a Firenze, dove emise i primi voti il 9 settembre 1947. Venne ordinato sacerdote il 30 maggio 1953 a Milano dal card. Ildefonso Schuster.
Padre Giovanni trascorse i primi anni di sacerdozio in Italia, fino al 1960. Fu promotore vocazionale in Veneto. Poco dopo, p. Giovanni venne assegnato alla Spagna, e vi rimase fino al 1976. Si impegnò ad Aguiluchos, la rivista per ragazzi. Ben presto padre Enrico Faré, superiore del gruppo comboniano in Spagna, lo incaricò di cercare, nella zona di Valencia, una casa provvisoria per il noviziato, in vista di una nuova costruzione anche per lo scolasticato. Padre Giovanni si buttò a capofitto, secondo il suo stile, in questa impresa, cercando i terreni, i permessi legali, benefattori, amici, collaboratori e costruttori.
Nel 1977 fu assegnato all’Italia per una decina d’anni, soprattutto a Firenze, vicino ai suoi genitori, che portavano in cuore una grossa ferita per la tragica scomparsa del figlio, padre Marco, anche lui comboniano, ucciso a 38 anni, nell’ottobre del 1968, a Mirador, in Brasile. Padre Giovanni ne parlava spesso, con la stessa commozione, fino ai suoi ultimi anni.
Il 1987 segna per lui una nuova partenza missionaria: questa volta, padre Giovanni è destinato alla provincia del Perù, che comprendeva, allora, anche una presenza in Cile, aperta tre anni prima, per l’animazione missionaria e vocazionale, che si sperava promettente. La residenza di Santiago del Cile era piccola e anche qui egli si adoperò per una soluzione migliore, contando, come sempre, sull’aiuto di amici e generosi benefattori. Dopo una decina d’anni, nel 1996, Giovanni rientrò definitivamente in Italia, assegnato in particolare alla comunità di Lucca, per ministero pastorale e sistemazione della residenza.
Padre Giovanni era un uomo dal cuore grande verso chiunque; ha sempre avuto una capacità notevole per incontrare e coltivare sani rapporti con persone buone e generose verso le missioni; era abile nel tessere relazioni con persone di ogni categoria sociale, religiosa, civile, militare. Aveva una fede robusta, sempre fiducioso in Dio e nella Sua Provvidenza. Era uno zelante e accogliente confessore nel sacramento della riconciliazione, per il quale era ricercato da sacerdoti e laici. Appassionato di Comboni, dell’Istituto e della missione; sempre generoso nell’aiutare persone bisognose, sia confratelli che fedeli laici. Godeva di libertà interiore, sempre gioioso e positivo nei rapporti con tutti.
Padre Giovanni si è spento a Castel d’Azzano, Verona, dove ha passato gli ultimi anni della sua vita, il 12 settembre 2024. Oggi riposa nel cimitero monumentale di Verona insieme ai confratelli comboniani.
Ricorderemo al Signore padre Giovanni Vedovato nella s. Messa di domenica 3 novembre alle ore 10.00 in chiesa.
Domenica 3 novembre 31^ del Tempo Ordinario
Amerai il Signore tuo Dio. Amerai il prossimo tuo.
Ore 8.00: Def.ti Rosa Eusebio, Peron Pietro, Ida e Milena – Galdiolo Gianni – Merlo Orlando (ann.) – Caccin Luigi, Emma, Olivi Laudino e Giulia – Vecchiato Emanuela
Ore 10.00: per la Parrocchia – Def.ti Peron Rosalia, Pierina, Pieretto, Ferruccio e genitori – Luison Giovanni, Boromello Luigina e familiari – Dandolo Maria – Dalla Riva Carlo e Marcato Alba – padre Giovanni Vedovato (30°)
Lunedì 4 novembre
S. Carlo Borromeo, vescovo
Ore 18.30: per i Caduti di tutte le guerre
Martedì 5 novembre
Tutti i Santi della Chiesa di Padova
Ore 18.30: secondo intenzione
Mercoledì 6 novembre
Ore 18.30: Def.ti Gallo Livio, Annone e Caccin Palmira – Luisetto Erminia, Bovo suor Carlarenza e familiari
Giovedì 7 novembre S. Prosdocimo, I vescovo di Padova
Ore 15.30: Def.ti Fasolo Aldo e familiari
Venerdì 8 novembre
Ore 18.30: per gli ammalati
Sabato 9 novembre
Dedicazione della Basilica Lateranense
Ore 18.30: Def.ti Panizzon Elvira e Bruno (ann.) – Anselmi Gianna e Regina – Caccin Adone e Benfatto Zita – Saccon Alfredina – Concolato Luciano – Favero Giordano e Marco
Domenica 10 novembre 32^ del Tempo Ordinario
Ore 8.00: Def.ti Bragagnolo Francesco e Caccin Giannina – Barison Romeo, Ortensia, Giselda e Riccardo – Bragagnolo Stanislao (ann.) e Angelo – Favero Luciano, Mirta e familiari – Favaretto Giovanni e familiari – Vecchiato Orsola e familiari
Ore 10.00: per la Parrocchia – Def.ti Ruffato Angelo e Alberto – Pieri Giovanna (Ann.) – Celeghin Francesca e Mazzaro Teresa – Benetti Antonio e Dalle Fratte Elide – Scquizzato Giuseppina “Malieta” (30°) – Rettore Giovanni e Amelia; Rettore Pietro e Stella